Quelli che il venerdì...
... ogni tanto si trovano a parlare della Vita!
domenica 19 giugno 2011
Ricarica per l'estate
Dopo un lungo periodo di studio e di lettura, seguendo la guida di Padre Alberto Maggi, ci voleva una ricarica delle batterie per l'estate. Il riposo delle vacanze sarà il benvenuto, ma con l'energia in più che abbiamo ricevuto è tutta un'altra storia...!
Sabato 11 e domenica 12 giugno 2011, Cuneo, Padre Alberto Maggi.
Venerdì 17 giugno 2011, Rivoli, Don Andrea Gallo.
mercoledì 18 maggio 2011
IL RICCO NON ENTRA NEL REGNO DI DIO?
L’insegnamento di Gesù sull’importanza del fare della propria vita un dono generoso,condividendo non solo quel che si è, ma anche quel che si ha, sembra essere disatteso proprio da quanti pretendono di essere suoi seguaci. Per questo Gesù ammonisce che “Nessuno può servire due padroni… non si può servire Dio e mammona” (Mt 6,24). Ma il più delle volte sono proprio le persone religiose quelle che riescono a servire Dio e i propri ...interessi (Lc 16,14), arrivando a usare Dio per il proprio lucro, come gli scribi, denunciati da Gesù come coloro che, con il pretesto delle preghiere, “divorano le case delle vedove” (Mc 12,40).
Gesù è molto chiaro: la fede nel Padre non si vede da ortodossi attestati di fedeltà alla dottrina, e neanche dal rispetto delle regole religiose, ma dalla capacità di essere generosi, di donare senza calcolo.
Quanti accumulano ricchezze, quanti speculano, quanti agiscono in base alla loro convenienza non credono in Dio, ma confidano nel suo rivale, mammona (vocabolo aramaico che indica il patrimonio, ed è passato a significare la ricchezza come base per la sicurezza dell’uomo).
L’istinto alla sopravvivenza, fa sì che l’uomo pensi di assicurare la sua esistenza mediante l’accumulo di beni. Ma Gesù avverte i suoi che la sete di possesso anziché portare serenità è causa di ansia, fonte inesauribile di inquietudine che divora l’animo della persona, così come le tarme e la ruggine consumano i tesori ammassati. La ricchezza infatti è paradossalmente fattore di apprensione, sia perché non sembra mai sufficiente, sia perché si teme il suo calo e la sua perdita (le tarme, la ruggine e i ladri, che minacciano il capitale, oggi hanno il nome di inflazione, di banche, di borsa). E comunque, anche se un uomo riuscisse ad accumulare e a conservare tutto quel che è riuscito ad ammassare, a che gli serve? A che giova, ammonisce Gesù, “guadagnare il mondo intero” e poi smarrire se stessi? (Mt 16,26; Lc 12,20). Per Gesù il valore della persona sta nella sua generosità: “La lampada del corpo è l’occhio; perciò se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso: ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso” (Mt 6,22-23)
Gesù dà molta importanza alla capacità dell’uomo di essere generoso, perché è da questo atteggiamento che dipendono la sua felicità o l’infelicità, la sua riuscita o il suo fallimento.
Gesù è molto chiaro: la fede nel Padre non si vede da ortodossi attestati di fedeltà alla dottrina, e neanche dal rispetto delle regole religiose, ma dalla capacità di essere generosi, di donare senza calcolo.
Quanti accumulano ricchezze, quanti speculano, quanti agiscono in base alla loro convenienza non credono in Dio, ma confidano nel suo rivale, mammona (vocabolo aramaico che indica il patrimonio, ed è passato a significare la ricchezza come base per la sicurezza dell’uomo).
L’istinto alla sopravvivenza, fa sì che l’uomo pensi di assicurare la sua esistenza mediante l’accumulo di beni. Ma Gesù avverte i suoi che la sete di possesso anziché portare serenità è causa di ansia, fonte inesauribile di inquietudine che divora l’animo della persona, così come le tarme e la ruggine consumano i tesori ammassati. La ricchezza infatti è paradossalmente fattore di apprensione, sia perché non sembra mai sufficiente, sia perché si teme il suo calo e la sua perdita (le tarme, la ruggine e i ladri, che minacciano il capitale, oggi hanno il nome di inflazione, di banche, di borsa). E comunque, anche se un uomo riuscisse ad accumulare e a conservare tutto quel che è riuscito ad ammassare, a che gli serve? A che giova, ammonisce Gesù, “guadagnare il mondo intero” e poi smarrire se stessi? (Mt 16,26; Lc 12,20). Per Gesù il valore della persona sta nella sua generosità: “La lampada del corpo è l’occhio; perciò se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso: ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso” (Mt 6,22-23)
Gesù dà molta importanza alla capacità dell’uomo di essere generoso, perché è da questo atteggiamento che dipendono la sua felicità o l’infelicità, la sua riuscita o il suo fallimento.
Venerdì 20 maggio - ore 21,00
lunedì 2 maggio 2011
LE BEATITUDINI E IL REGNO
"Beati i poveri... gli afflitti... gli affamati..."
Quelle che dall'uomo comune vengono considerate disgrazie, o almeno situazioni di sofferenza dalle quali si fa di tutto per uscire, nella predicazione della Chiesa vennero indicate come condizioni di grande privilegio, nelle quali chi ci si trovava, doveva permanere felice, in vista di una futura celeste ricompensa: "perché di essi è il regno dei cieli".
E questa veniva chiamata la "buona notizia".
Tale predicazione era inevitabilmente destinata a fallire: quanti vivevano fuori da situazioni di povertà e afflizione, si guardavano bene dall'entrare in queste categorie di "beati", e chi invece si trovava in queste condizioni, faceva di tutto per venirne fuori, abbandonando ben volentieri povertà, fame e beatitudine.
In realtà, la buona notizia non consiste nel proclamare "beati" i "poveri" gli "afflitti" e gli "affamati" di questo mondo. Costoro saranno "beati" solo quando la loro situazione di sofferenza terminerà. E' questo quel che viene espresso nelle beatitudini: un impegno a favore dell'uomo, al quale ognuno, credente e no, è chiamato.
Per esprimere questi concetti, l'evangelista presenta e concentra nelle beatitudini tutto il messaggio del suo vangelo.
Quindi, se non siamo ancora capaci di accogliere il messaggio di Gesù, almeno facciamo in modo che la distorsione di questo messaggio si fermi e si proclami nel modo giusto in una traduzione accessibile a tutti e conforme alla verità del vangelo.
Ecco una proposta:
"Beati quelli che decidono di vivere poveri,
perché questi hanno Dio per re".o meglio:
"Quanti scelgono di condividere tutto quel che hanno:
Beati! Perché Dio si prende cura di loro".
Venerdì 6 maggio - ore 21,00
Venerdì 6 maggio - ore 21,00
mercoledì 27 aprile 2011
LE PARABOLE DEL REGNO
Non è vero che la senape “diventa un albero”, perché è un arbusto. Gesù lo paragona ad un albero per collegarsi ad un'immagine presente nell'AnticoTestamento, che utilizza l’albero per parlare di un regno. La comunità del Regno sarà attiva ed efficace; ha come modello una pianta infestante. Come la pianta infestante, il Regno arriverà dovunque, ma anche al massimo sviluppo sarà una realtà modesta. Gesù si oppone alla mania di grandezza; una tentazione costante all'interno della comunità,da lui già rifiutata nel deserto. Se il Regno fosse stato come Israele lo aspettava, non ci sarebbe stata nessuna differenza con gli imperi che lo avevano preceduto e che poi seguiranno nella storia. Giovedì 28 aprile - ore 21,00 - Parrocchia Sacro Cuore - Savonera (To) |
giovedì 24 marzo 2011
REGNO DI DIO O REGNO DEI CIELI ?
Ed ecco l‟invito di Gesù, “«Và, vendi quanto hai, dallo ai poveri, così avrai un tesoro in cielo. Poi vieni e seguimi»”. Gesù invita questo individuo, che era andato da lui per avere di più, a dare di più. La volontà di Dio corrisponde con la massima aspirazione degli uomini. Quale? La felicità.
Dio desidera la felicità degli uomini, ma qui su questa terra, non nell‟aldilà. E' un‟illusione quella che purtroppo in passato certa spiritualità avulsa dai vangeli ha creato.
Quella del “soffrite di qua perché poi sarete beati di là”. No, questo non è il messaggio di Gesù. Gesù dice che è possibile essere pienamente felici, ma i maniera traboccante, qui in questa esistenza terrena. Allora Gesù lo invita alla pienezza della felicità. Come? “Condividi” –perché di questo si tratta – “quello che hai con chi non ha, dai i tuoi beni” e, quando dice “avrai un tesoro in cielo”, attenzione, non significa un tesoro nell‟aldilà!
Venerdì 25 marzo - ore 21,00
lunedì 7 marzo 2011
RISURREZIONE - EUCARESTIA
Nessun evangelista descrive la risurrezione di Gesù, ma tutti offrono la possibilità di incontrarlo una volta risuscitato.
Gesù, il figlio di Dio, si fa pane e spezza la sua vita per gli uomini, perché quanti lo accolgono e sono capaci di farsi pane e spezzare la propria vita per gli altri, diventino figli dello stesso Dio.
Ed ecco che “Allora si aprirono i loro occhi”, cioè ritorna la memoria, “e lo riconobbero”. Si riconosce Gesù – ed è quello che l’evangelista vuol dare come annunzio della risurrezione – quando si prende il suo pane e ci si fa pane per gli altri.
Quanto si spezza il pane per donarsi agli altri, lì si sperimenta il Cristo risuscitato.
Gesù ha detto “fate questo in memoria di me”; ogni volta che spezza il pane, il pane che è Gesù, ma il pane che è anche il credente che si spezza per gli altri, lì c’è la possibilità di sperimentare il Cristo vivo, vivente e vivificatore.
Venerdì 11 marzo - ore 21.00
mercoledì 16 febbraio 2011
Io sono la resurrezione e la vita - II puntata
Siamo entrati nel vivo dell'argomento e continueremo ad approfondire nel prossimo incontro venerdì 25 febbraio, ore 21,00.
mercoledì 2 febbraio 2011
Io sono la resurrezione e la vita.
Siamo chiamati, come credenti, a far risuonare nel nostro intimo la domanda di Gesù:
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?” (Gv. 11,25)
Siamo invitati a formulare una risposta, con la consapevolezza che Dio non chiede la fede come ricompensa dovuta al miracolo, o come prezzo da pagare per quello che lui dona, ma come condizione necessaria perché lui possa agire da Dio.
Gesù non è “la risurrezione e la vita” dopo che ha fatto risorgere Lazzaro, ma Lazzaro è uscito dalla tomba perché qualcuno, prima, ha proclamato con convinzione: “Io credo”.
Il messaggio del vangelo invita a non aspettarci una pienezza di vita nell’aldilà, o perlomeno non solo, ma a sperimentare questa pienezza già nel presente.
Prossimo incontro venerdì 11 febbraio - ore 21,00.
lunedì 24 gennaio 2011
Il peccato e la sua relazione con la morte.
Per perdonare il peccato Dio chiede di cambiare atteggiamento verso l’uomo. Gesù fa sua l’esortazione del Battista ponendola come condizione per rendere possibile il regno di Dio (Mc 1:15).
In questo stadio preliminare si scopre che la radice del peccato... sta nel comportamento che porta ad agire ingiustamente, creando rapporti dannosi all’uomo e guastando la convivenza umana.
Questo ed altro nel prossimo incontro venerdì 28 gennaio - ore 21,00.
lunedì 20 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
Natale
Nel prossimo incontro di venerdì 17 dicembre parleremo del Natale.
Festa pagana sostituita con una ricorrenza cristiana...? Invenzione? Oppure ci sono radici storiche precise che ne spiegano il senso...? Quante domande e quante risposte! Se ne possono trovare in grande quantità ed ognuno poi ci mette del suo per arricchire (e appesantire) un ricordo molto semplice: al di là della data precisa della nascita di Gesù (che sia nato d'estate o in altra stagione ci cambia qualcosa?), su cui illustri scienziati si sono pronunciati con calcoli astronomici e ipotesi varie, si può pensare semplicemente a ricordare che un giorno è arrivato sul pianeta un tale che ha portato un messaggio nuovo? Possiamo scrollarci di dosso tutte le idiozie che ci hanno sviato dal significato autentico dell'avvenimento?
In questo gran guazzabuglio di credenze e mescolanze - basta pensare, per esempio, alla figura di Babbo Natale - è possibile alleggerirsi ed assaporare l'energia che scaturisce dal più umano e naturale evento: la nascita, l'inizio, la condivisione dell'avventura che riguarda ognuno di noi.
martedì 23 novembre 2010
Dove andremo?
Domanda perenne dell'uomo che non conosce; un verbo al futuro. Continuando a pensare e vivere questa attesa di un tempo e di un luogo, si lascia cadere nel nulla l'occasione unica di vivere il presente mettendo in pratica l'insegnamento del Messaggero autentico e agire secondo quello che sentiamo interiormente.
Ciò che sentiamo dire da altri, viene sempre da fonti interessate ad indirizzare ognuno di noi in una casella definita, in maniera da poter decidere cosa dobbiamo pensare, fare e meritare.
Il messaggio evangelico è libero. Le regole umane sono tutti divieti creati appositamente per non far decidere.
Invece di preoccuparci di dove andremo sarebbe meglio cercare di capire chi e dove siamo.
"Gesù prenderà l’immagine della Geenna come metafora per
indicare la distruzione totale della persona che non accoglie il
dono di una vita più forte della morte.
Al rifiuto della vita per sempre, corrisponde la morte per
sempre. È questo il significato del monito che corre lungo tutto il
vangelo da parte di Gesù di cambiare atteggiamento altrimenti
la fine è nella Geenna, cioè il simbolo della morte definitiva.
Inferi cosa significa? Ciò che è inferiore, che è sotto. E’ il nome delle divinità del regno dei morti.
Quando nel credo si recita: Gesù morì, fu seppellito e discese negli inferi, non è andato all’inferno.
Gli inferi è il regno dei morti, cioè Gesù quella vita che aveva la capacità di superare la morte è andato
a comunicarla a quelli che erano nel regno dei morti. Gli inferi non vanno assolutamente confusi
con l’inferno come purtroppo spesso si fa."
Appuntamento a venerdì 3 dicembre - ore 21,00.
lunedì 15 novembre 2010
Luce nella notte
"Il tema che trattiamo è un tema, dicevo, poco gettonato nella spiritualità cristiana tutta imperniata di dolore, di sofferenza; voi sapete che se a certi teologi, a certi preti togliete il dolore, la sofferenza, non sanno più di che cosa parlare. Ed è il tema della gioia. Ma non la gioia, la gioia promessa come un premio nell’aldilà, la felicità futura. La gioia che è possibile avere qui, in pienezza in questa esistenza. Ma che cosa interessa a noi la promessa di una felicità futura se qui siamo infelici? Ma cosa volete che ci conforti sapere che un domani nell’aldilà saremo nella pienezza della gioia, quando la gioia ci manca qui in questa esistenza?" Dalla conferenza "La vostra gioia sia piena", di Alberto Maggi.
Leggere oggi queste parole ha un effetto dirompente nella nostra vita, che di solito è stagnante, chiusa nei soliti tetri pensieri. L'accoglienza del messaggio è sconvolgente, cambia profondamente il ricevente. Nel nostro quotidiano siamo abituati a giustificare i nostri limiti, "Siamo umani"... certo che siamo umani, vorrei ben vedere, ma non riusciamo ad uscire da questa condizione se non abbandoniamo il passato ed iniziamo a vivere un presente fatto di idee nuove e, cosa molto impegnativa, mettere in pratica il messaggio è la sfida di oggi.
Personalmente sto cercando di uscire fuori da questa condizione di negatività che opprime, che devia e fa dimenticare il vivere l'Amore ogni giorno, iniziando dalle persone più vicine. Il percorso che abbiamo iniziato insieme mi sta aiutando e le parole che Alberto esprime sul Vangelo sono una Luce che illumina la mia notte.
Prossimo incontro venerdì 19 novembre - ore 21,00.
Prossimo incontro venerdì 19 novembre - ore 21,00.
giovedì 21 ottobre 2010
VITA ETERNA: INCUBO O PROMESSA?
Venerdì 5 novembre si terrà il secondo incontro, alle ore 21,00, in parrocchia. Cominciamo ad entrare in profondità sull'argomento morte-resurrezione: il messaggio dei vangeli è che attraverso la morte la persona continua la sua esistenza in una diversa dimensione, in una continua crescita e trasformazione di se stessa verso la piena realizzazione.
E’ la vita stessa che continua, non un’essenza spirituale dell’individuo (l’anima).
Per colpa della catechesi che ci hanno fatto in passato, per colpa nostra in quanto non abbiamo più avuto il desiderio di aggiornarci, quello che noi crediamo fermamente è un misto tra le idee ebraiche della resurrezione dei corpi e quelle filosofiche dell'immortalità dell’anima; due concezioni che non hanno diritto di cittadinanza nel messaggio di Gesù, né quella della resurrezione dei corpi né quella dell'immortalità dell’anima. Parliamone...
domenica 10 ottobre 2010
In cammino
Il programma inizia con questi spunti (cito solo l'inizio, per ridare lo slancio).
- riappropriarsi della morte: il concetto della morte è stato censurato (non si muore di mortalità)
- la commedia macabra recitata nel teatro dell'immortalità
- morte come dono
- Erode: uno zombi (Mt 14,1-12; Mc 6,21-29) compleanno (ghenetlia = nascita di un vivo e ghenesia = nascita di una persona morta). Le ghenesie, feste ateniesi che si celebravano il 20 settembre offrendo sacrifici ai defunti.
- "Ahi ai ricchi!"(Lc 6,24-25) - cadaveri viventi, non da minacciare ma da compiangere
- La morte seconda (Ap 2,8; Ap 2,10-11 e Ap 20,6; 21,8)
sabato 9 ottobre 2010
Benvenuti!
Questo è il Luogo di ritrovo virtuale per chi sente la necessità di comunicare e condividere i propri pensieri al di fuori degli incontri periodici in cui parliamo della Vita; attraverso la lettura autentica dei Vangeli, guidati da Francesco Benedic, diacono, e supportati dal lavoro di Alberto Maggi, cerchiamo d'imparare a conoscere la Via per trasformarci in Esseri Viventi.
Gli incontri si tengono presso la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Savonera, dove c'è lo spazio per chiunque voglia condividere ed esprimere tutti i dubbi, i pensieri, le paure e i desideri riguardanti la nostra Fede. Ci sono due percorsi paralleli, che si svolgono uno alle 18,15 e l'altro alle 21,00, a venerdì alterni. In questo modo ognuno può scegliere l'orario che preferisce, senza alcun vincolo di partecipazione.
I prossimi incontri: gruppo delle 18,15 venerdì 15 ottobre.
Quello delle 21,00 è per venerdì 5 novembre.
Gli incontri si tengono presso la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Savonera, dove c'è lo spazio per chiunque voglia condividere ed esprimere tutti i dubbi, i pensieri, le paure e i desideri riguardanti la nostra Fede. Ci sono due percorsi paralleli, che si svolgono uno alle 18,15 e l'altro alle 21,00, a venerdì alterni. In questo modo ognuno può scegliere l'orario che preferisce, senza alcun vincolo di partecipazione.
I prossimi incontri: gruppo delle 18,15 venerdì 15 ottobre.
Quello delle 21,00 è per venerdì 5 novembre.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















