martedì 23 novembre 2010

Dove andremo?


Domanda perenne dell'uomo che non conosce; un verbo al futuro. Continuando a pensare e vivere questa attesa di un tempo e di un luogo, si lascia cadere nel nulla l'occasione unica di vivere il presente mettendo in pratica l'insegnamento del Messaggero autentico e agire secondo quello che sentiamo interiormente.
Ciò che sentiamo dire da altri, viene sempre da fonti interessate ad indirizzare ognuno di noi in una casella definita, in maniera da poter decidere cosa dobbiamo pensare, fare e meritare.
Il messaggio evangelico è libero. Le regole umane sono tutti divieti creati appositamente per non far decidere.
Invece di preoccuparci di dove andremo sarebbe meglio cercare di capire chi e dove siamo.

"Gesù prenderà l’immagine della Geenna come metafora per
indicare la distruzione totale della persona che non accoglie il
dono di una vita più forte della morte.
Al rifiuto della vita per sempre, corrisponde la morte per
sempre. È questo il significato del monito che corre lungo tutto il
vangelo da parte di Gesù di cambiare atteggiamento altrimenti
la fine è nella Geenna, cioè il simbolo della morte definitiva.
Inferi cosa significa? Ciò che è inferiore, che è sotto. E’ il nome delle divinità del regno dei morti.
Quando nel credo si recita: Gesù morì, fu seppellito e discese negli inferi, non è andato all’inferno.
Gli inferi è il regno dei morti, cioè Gesù quella vita che aveva la capacità di superare la morte è andato
a comunicarla a quelli che erano nel regno dei morti. Gli inferi non vanno assolutamente confusi
con l’inferno come purtroppo spesso si fa."


Appuntamento a venerdì 3 dicembre - ore 21,00.

lunedì 15 novembre 2010

Luce nella notte


"Il tema che trattiamo è un tema, dicevo, poco gettonato nella spiritualità cristiana tutta imperniata di dolore, di sofferenza; voi sapete che se a certi teologi, a certi preti togliete il dolore, la sofferenza, non sanno più di che cosa parlare. Ed è il tema della gioia. Ma non la gioia, la gioia promessa come un premio nell’aldilà, la felicità futura. La gioia che è possibile avere qui, in pienezza in questa esistenza. Ma che cosa interessa a noi la promessa di una felicità futura se qui siamo infelici? Ma cosa volete che ci conforti sapere che un domani nell’aldilà saremo nella pienezza della gioia, quando la gioia ci manca qui in questa esistenza?" Dalla conferenza "La vostra gioia sia piena", di Alberto Maggi.

Leggere oggi queste parole ha un effetto dirompente nella nostra vita, che di solito è stagnante, chiusa nei soliti tetri pensieri. L'accoglienza del messaggio è sconvolgente, cambia profondamente il ricevente. Nel nostro quotidiano siamo abituati a giustificare i nostri limiti, "Siamo umani"... certo che siamo umani, vorrei ben vedere, ma non riusciamo ad uscire da questa condizione se non abbandoniamo il passato ed iniziamo a vivere un presente fatto di idee nuove e, cosa molto impegnativa, mettere in pratica il messaggio è la sfida di oggi.
Personalmente sto cercando di uscire fuori da questa condizione di negatività che opprime, che devia e fa dimenticare il vivere l'Amore ogni giorno, iniziando dalle persone più vicine. Il percorso che abbiamo iniziato insieme mi sta aiutando e le parole che Alberto esprime sul Vangelo sono una Luce che illumina la mia notte.


Prossimo incontro venerdì 19 novembre - ore 21,00.