La fede nella risurrezione non è uno sforzo intellettuale in un idea o in una dottrina promulgata dalle persone autorevoli, ma è una esperienza di vita che ci aiuta ad essere più tranquilli e più disposti ad aumentare la qualità della nostra vita. La fede nella risurrezione è una conseguenza della fede nel Dio Creatore: la risurrezione viene intesa come una nuova creazione dell’essere umano completo. Se l’uomo capisce il valore della vita che può costruire con il suo impegno di dono e di collaboratore di Dio nella creazione, cura della natura e della vita di tutti i viventi, capisce che questa vita e eterna. La vita eterna che Gesù offre, si chiama così non per la sua durata indefinita,ma per la qualità: la sua durata senza fine è conseguenza della qualità, e Gesù ne parla al presente. Non parla di una vita del futuro, come di un premio da conseguire dopo la morte se ci si è comportati bene nella vita, ma di una qualità di vita che è a disposizione subito per quanti accettano lui ed il suo messaggio e con lui e come lui collaborano alla trasformazione di questo mondo. Se questo diventa fede, cioè RISPOSTA a quello che Gesù propone, allora la nostra fede nella risurrezione non è più una propaganda, o una definizione, o una recitazione fatta in pubblico, e tanto meno una “professione di fede” a voce alta nella liturgia… ma un modo di vivere, un atteggiamento continuo di vita. Ecco perché, i primi cristiani non testimoniavano la fede nella risurrezione con un catechismo o una dottrina, ma con la loro vita impegnata nella comunità…dove: “nessuno era bisognoso”. Si cercava quindi la qualità della vita in una forma di felicità alla quale, tutti hanno diritto !!! Questo vuol dire vivere da risorti, e di conseguenza…testimoniare che si crede nella Risurrezione di Gesù. Se Gesù e risorto, vuol dire che continua a vivere nella comunità, e la comunità lo sperimenta… Rimane a noi la fantasia e le modalità con cui possiamo farci, e farli sperimentare questo.
La fede nella risurrezione non è uno sforzo intellettuale in un idea o in una dottrina promulgata dalle persone autorevoli, ma è una esperienza di vita che ci aiuta ad essere più tranquilli e più disposti ad aumentare la qualità della nostra vita. La fede nella risurrezione è una conseguenza della fede nel Dio Creatore: la risurrezione viene intesa come una nuova creazione dell’essere umano completo.
RispondiEliminaSe l’uomo capisce il valore della vita che può costruire con il suo impegno di dono e di collaboratore di Dio nella creazione, cura della natura e della vita di tutti i viventi, capisce che questa vita e eterna.
La vita eterna che Gesù offre, si chiama così non per la sua durata indefinita,ma per la qualità: la sua durata senza fine è conseguenza della qualità, e Gesù ne parla al presente. Non parla di una vita del futuro, come di un premio da conseguire dopo la morte se ci si è comportati bene nella vita, ma di una qualità di vita che è a disposizione subito per quanti accettano lui ed il suo messaggio e con lui e come lui collaborano alla trasformazione di questo mondo.
Se questo diventa fede, cioè RISPOSTA a quello che Gesù propone, allora la nostra fede nella risurrezione non è più una propaganda, o una definizione, o una recitazione fatta in pubblico, e tanto meno una “professione di fede” a voce alta nella liturgia… ma un modo di vivere, un atteggiamento continuo di vita.
Ecco perché, i primi cristiani non testimoniavano la fede nella risurrezione con un catechismo o una dottrina, ma con la loro vita impegnata nella comunità…dove: “nessuno era bisognoso”. Si cercava quindi la qualità della vita in una forma di felicità alla quale, tutti hanno diritto !!!
Questo vuol dire vivere da risorti, e di conseguenza…testimoniare che si crede nella Risurrezione di Gesù. Se Gesù e risorto, vuol dire che continua a vivere nella comunità, e la comunità lo sperimenta…
Rimane a noi la fantasia e le modalità con cui possiamo farci, e farli sperimentare questo.